Coronavirus: dal Malleus Maleficarum ai milites di Peppiniello

“Preghiamo Dio che non siano cercate prove in nessun caso, dal momento che è sufficiente fornire esempi che sono stati visti o ascoltati personalmente, o che sono accettati dalla parola di testimoni credibili.”
No, non si tratta dello sgrammaticato comma di un ennesimo decreto di Peppiniello che premia la delazione ma di un passo del Malleus Maleficarum, il trattato medioevale dedicato all’identificazione ed alla punizione delle streghe: partorito dalla fervida mente e, suppongo, dall’agile mano (citazione dall’Ifigonia1), dei monaci domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Kramer venne pubblicato per la prima volta nel 1487, ma già nel 1669, dopo che non meno di 60mila disgraziate erano già state orrendamente torturate e uccise in tutta Europa, vide la trentaseiesima edizione. Un best-seller.
Si, avete compreso perfettamente. Riportato ai giorni nostri, tutto ciò di cui avete bisogno per rovinare completamente la vostra vita: un vicino frustrato, ipocondriaco e paranoico che può accusarvi di ammaliarlo ovvero infettarlo. Da inchianare di mazzate e poi sopprimere.
Il Malleus consta di quasi quattrocento pagine e, studiandole, vi si scoprono innumerevoli aspetti curiosi.
Tra questi l’annotazione su coloro che, pur non essendo streghe o stregoni, contrastano con veemenza la parola di Dio: dal volgo bollati come pazzi sono in realtà posseduti, emanazioni demoniache per ciò stesso meritevoli di speciali attenzioni.
Ed ecco servito il TSO à la dominicain. Vi ricorda qualcosa?
Nell’ineffabile trattato viene però specificato come un uomo benedetto dai buoni angeli non possa essere preda di streghe e diavoli. Significa che i ministri del culto e tutti coloro che con fede usano gli oggetti sacri della chiesa sono protetti.
Ciò che valeva contro satanasso non vale evidentemente contro l’immondo virus, considerando che nelle chiese officianti e fedeli sono rigorosamente bardati con mascherine e guanti: “o fignofe io non fon degno di pattecipafe alla tua menfa ma dì foltanto una pafola e io fafò faffato”.
Perché sono arrivato fin qui? Ah, si, la notizia: Peppiniello ed i suoi pretoriani ne hanno pensata un’altra.
Schiereranno 60.000, sessantamila, tra disperati e fanatici cooptati mediante concorso. Costoro avranno il compito di far rispettare il distanziamento sociale. Lo riferisce, fra gli altri, il Sole 24Ore: Distanziamento sociale, arriva il bando per reclutare 60.000 assistenti civici.
A parte la consistenza, degna di un corpo di polizia2, degna di nota è la curiosa ricorrenza numerica: 60 milioni sono gli italilandesi, 600mila i clandestini … ops, migranti, regolarizzati grazie alla ministra piagnistea, 60mila i guardametro. Tre volte 6, come dire 666, il segno che affascina dal salumaio al notaio, dalla sciampista alla logopedista, praticanti in chiese sconsacrate, con orgia finale. Per chi ci crede e non sa una fava di alchimia.
Costoro avranno il compito di percorrere i luoghi della perversa aggregazione, della peccaminosa movida, dell’orrenda crapula badando a che il popolo mantenga la distanza regolamentare, chiamando all’occorrenza la forza pubblica.
Scrive in proposito Stefano D’Andrea, di 3 motivi per il NO:
“Il limite è superato, attenti alla guerra civile.
L’idea del governo di reclutare sessantamila assistenti civici che controllino il rispetto del distanziamento sociale è molto pericolosa.
Anzi non è pericolosa perché comporta non il rischio ma la certezza di innumerevoli episodi di grave violenza ai danni dei mentecatti che accetteranno questo penoso ruolo.
Se questa simil-influenza ormai curabile, che era rischiosa per gli anziani, prima che i medici clinici imparassero a trattarla, non se ne va via da sola a giugno, i dementi che ci governano potrebbero condurci a una piccola e veramente stupida guerra civile.”
D’Andrea è a parer mio ottimista circa la capacità di reazione degli zombie italilandesi, anche perché io ho un’idea su chi saranno costoro, sfigati pescati tra le fila dell’ortodossia militante cattocomunista e, attenzione, multietnica. Si, secondo me, a parte un nucleo di idioti con la sindrome dell’infame talebano provenienti da movimenti, sentinellume, associazionismo, rubedomerdaiolame vario, il grosso sarà costituito da quei bei negroni palestrati, molti dei quali con addestramento militare, che finalmente non vedremo più bighellonare per strade e piazze: dopo aver controllato e mappato il territorio nel loro apparente ciondolare sanno benissimo cosa fare, come farlo, dove farlo e chi andare a prendere. E gli italilandesi, ormai incapaci di reagire, prenderanno saccate di legnate.
Per quanto mi riguarda, posto che frequento luoghi ben differenti da quelli della movida – mi dispiace ma è 90/10 e se i guru vi hanno insegnato che siamo tutti fratelli e che giudicare è male significa che vi siete fatti mettere la merda nel cervello – non posso che consigliare a chi possieda un minimo di attributi nuovi paradigmi, per esempio per il riciclaggio del vetro, abbondante in forma di bottiglia nelle aree movidose.
Come dite, spaccare le bottiglie e tagliare la faccia ai guardametro? Ma siete impazziti? A parte che quelli vi prendono, cari fighetti, e vi rivoltano come calzini, non è etico, non è bio, non è multiculturale. E siccome siete un po’ agitati vi fanno pure il TSO. Namasté.

Alberto Cazzoli Steiner

1 – “La lingua sapiente e l’agile mano dan gioia e sollievo al duro banano.” – Ifigonia in Culide, Atto I, Sala del Trono, coro delle Vergini.
2 – l’organico della polizia di stato assomma 95.000 unità, i carabinieri sono 110.000 dopo l’inclusione del corpo forestale, la guardia di finanza conta 63.000 effettivi, la marina militare 30.000, l’aeronautica 40.000.

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