Verità: manipolate, manipolate, qualche cosa resterà

Pour un Escoffier et un Monsieur Careme il y a des milliers de larbins sous les ordres d’une vieille femme colérique: per un Escoffier e un Monsieur Careme ci sono migliaia di sguatteri che prendono ordini da una vecchia rabbiosa.
Nel mondo della spiritualità e della sua aberrazione all’occidentale, la meditazione, esiste una linea dogmatica, propugnata rabbiosamente da sciacqualattughe altrimenti detti guru, che impone di escludere la contaminazione con gli agenti esterni della materialità e, tra questi, in particolare con la politica.Come se non lo sapessero persino gli ultimi seguaci di Osho, ormai meritevoli della stessa amorevole compassione oggi riservata ad un parente anziano un po’ svanito ed un tempo ai superstiti Cavalieri di Vittorio Veneto, che la negazione della politica è il miglior modo di fare politica: quella dell’astensionismo.
Nel maggio 1984, in occasione del Congresso del Partito Socialista tenutosi a Verona e che sancì la definitiva rottura tra socialisti e comunisti, Bettino Craxi affermò che mai si sarebbe associato ai fischi che bersagliarono Enrico Berlinguer, ma solo perché non sapeva fischiare. Per la stessa ragione, se fino al recente passato conservavo un minimo di ritegno nel definire questi personaggi, che amano meditare in ashram protetti come se fossero strutture per malati di Alzheimer, alla luce dei recenti accadimenti pandemici preferisco esprimermi senza peli sulla lingua, ed a chi non dovesse piacere la mia opinione porgo l’invito a rivolgere altrove le meditaiole attenzioni.
La maggior parte di chi si occupa di meditazione è complice dello status quo, della dittatura cattocomunista, per il fatto stesso che fa proprie esortazioni come lamentechemente ed altre puttanate, per il fatto stesso che è ecologista di maniera ma mediante l’avallo al lockdown si sta rendendo complice di un impressionante incremento di confezioni monouso in carta, plastica ed altri materiali e della conseguente messe di rifiuti da smaltire.
È complice per il fatto stesso che, avendo in odio la vita come si conviene agli osservanti e ben pasciuti intellettualoidi borghesi di sinistra, discetta di mascherine, distanziamento sociale e bambini: paratie per bambini, bambini sottratti alle famiglie in quanto presuntivamente contaminati, ed utilizzo degli stessi per trarne contributi, assistenzialismo, stupri, forse commercio di organi, avallando per questo misure repressive e persino vaccini di massa per ottenere un popolo di schiavi asserviti e di carne fresca.
Dal primo politico ladro all’ultimo dei peones utile idiota che gli tira la volata, a questi maledetti figli di puttana è stato permesso di intrufolarsi in ogni ambito della vita pubblica e delle sue emanazioni sociali e culturali: banche, scuole, trasporti, organismi di gestione del territorio, sanità pubblica e privata, fingendo gesuiticamente che quella privata costituisca un abominio ma fregandosi le mani per le diarie pandemiche da 1.500 euro fissate per degenze che non hanno avuto eguali in Europa.
Questi esseri sconci hanno in odio famiglia, sessualità, fisicità, differenziazione tra i sessi, affermando una visione europeista che serve loro per perpetuare gli affari più loschi, per vendere intere popolazioni una volta ridotte alla fame, per rendersi complici di ogni forma di land-grabbing.
Questi esseri immondi rifuggono il dialogo preferendo l’ingiuria, la derisione, la violenza non solo verbale, pronti ad atteggiarsi a vittime e dimostrando una paura fottuta di informarsi al di fuori dei canoni schematici, dei pensieri a prova di bambino di cinque anni che costituiscono i loro slogan.
Dormono il sonno della ragione e della morale, intesa come Codice d’Onore, millantando primariamente a se stessi di essere gli asceti che non sono, esortando gli altri al risveglio berciando di Luce ad ogni piè sospinto ed usando all’occorrenza, senza ritegno, per elevarsi e per sfruttarne vampirescamente l’energia, persone che davvero vivono e praticano nella Luce, che non è quella insegnata dal catechismo al quale sono aggrappati con le loro dicotomie in salsa spiritualbiobau puro>leggero>buono>spirito>alto>cielo contro impuro>greve>basso>peccato>materia>inferno ma a loro va bene così purché, come udii troppo spesso affermare nella bigottissima Monza, non si sappia in giro.
Ostentano profonda attrazione per tematiche spirituali, delle e nelle quali si fingono maestri avendo “praticato” con Riparalapanda piuttosto che con Deva Stata, ma il loro obiettivo, camuffato con nonchalance, è circoscritto a quella parte pratica che consente loro di togliersi e togliere le ragnatele dall’area genitale. Guru e seguaci: chi si somiglia si piglia.
Non parlano delle loro esperienze, preferendo triti sermoncini e frasi fatte. Sanno tutto, tranne una cosa: che le persone che vivono ed operano nella Luce non sono imbecilli, anche se a volte fanno di tutto per sembrarlo, allungando a costoro metri e metri di corda per offrire l’opportunità di una bella lezione. Che giungerà senza scampo, ma che non saranno loro ad impartire.
Namasté, e perepepè.
E veniamo a quel qui e ora chiamato oggi, nelle concrezioni dell’anima più fuligginose della Manchester della prima rivoluzione industriale, dove a mio avviso chi stigmatizza il cosiddetto complottismo non è che un opportunista pusillanime alieno alla verità ed alla giustizia, uno che pugnalerebbe alle spalle il fratello, se avesse il coraggio di impugnare una lama. Infatti è per tale ragione che questi infami incaricano altri del lavoro sporco: si trova sempre, in giro, qualcuno che ha un prezzo.
Oggi più che mai l’Occidente come lo conosciamo è l’emblema della rovina, del degrado, del disagio, della follia, della pochezza intellettuale e morale, dell’impotenza, dello spadroneggiare di pochi farabutti che stanno stringendo il cerchio per giungere a comandare miliardi di persone ridotte ad automi.
L’Occidente, inteso come Ovest, rappresenta invece per i soliti pochi (90/10, non dimentichiamolo mai) il raccoglimento che precede il letargo invernale, l’introspezione, la riflessione sulle esperienze della primavera e dell’estate trascorse, così come accade ogni anno nell’infinito rinnovarsi della sacra ruota della Vita.
I pochi che si occupano di alchimia e di studi antropologici non temono, anzi salutano con gioia questo momento di progressivo sfascio, poiché sanno bene come sia inevitabile: tutto dovrà corrodersi, imputridirsi, smembrarsi sino a scomparire lasciando una scia puteolente di carogne insepolte che nutriranno Madre Terra per donarle quell’alimento che le consentirà di rinascere purificata.
Qualcuno si è chiesto come mai in certe località dell’India, dove la gente vive ammassata in baracche ed il distanziamento sociale sarebbe solo un vuoto esercizio retorico, i contagi sono stati pochissimi?Allo stesso modo, credo, ben pochi saranno andati oltre la notiziola omogeneizzata delle scimmie che, assaltato il laboratorio perché mancando i turisti non avevano nulla da mangiare, si sarebbero nutrite delle fiale di sangue contaminato dal virus.
Le scimmie, come quelle che diffusero l’Aids. Le scimmie del nostro specchio primordiale, peccaminoso, imperfetto con i genitali, così simili ai nostri, impudicamente in piena vista.
Le scimmie che fanno sesso, un sesso che assomiglia molto, troppo, a quello umano, senza nascondersi.
Le scimmie che non sarebbero in grado di procurarsi il cibo da sole. Chi ci crede è un idiota, che consuma indebitamente risorse preziose: aria, acqua, cibo.
La cosa migliore che potrebbe fare sarebbe levarsi dai coglioni estinguendosi, contribuendo così a perpetuare quell’inevitabile ciclo stabilito dall’ordine cosmico, che oggi prevede l’avvento dell’oscurità affinché possa presto nascere la nuova era di ordine, prosperità e pace, destinata a durare fino a quando l’uomo, immemore del benessere e della prosperità ancestrali, non ricomincerà a comportarsi da imbecille e, refrattario all’ultima delle innumerevoli lezioni ricevute, non verrà finalmente spazzato dalla faccia della terra.
Una visione antropocentrica? Sissignori, una visione antropocentrica. Non solo: anche aliena da ipocrita buonismo. Problemi?
Comunque sia, è innegabile persino per il più superficiale degli osservatori come l’attuale sia un’era di menzogne, di insensata anarchia rivestita con i panni di un potere farsesco, da teatrino dei burattini che annovera tra le marionette finanza, politica, religione tutte a recitare un copione stantio, dal tanfo di bagole come i panni indossati dai vecchi, ridotto ad un guscio di noce nemmeno buono per farci una barchetta con lo stuzzicadenti, nel fastidioso sciabordio di parole morte, di anime di plastica che, a differenza di un bancomat, non possiedono nemmeno il microchip.
I ruoli maschile e femminile sono oggi la parodia di ciò che furono quando erano sacri, vivi, veri, sono il tessuto sfibrato di ciò che furono un tempo.
Chi credette e volle far credere ad un nuovo paradiso terrestre fatto di tecnologia e pashmine, di giaculatorie ed ecologismo di maniera al seguito delle mode del momento, delle abitudini alimentari per ricchi annoiati, ha in realtà disseminato il terreno di cluster, gli ordigni non progettati per uccidere ma per mutilare perché è più utile un popolo di invalidi rispetto ad uno di morti.
Nessuna autorità si è finora dimostrata carismatica e pura, degna di un disegno divino, degna di essere onorata con Riti ancestrali, in particolar modo ove incarnata da donne che nulla riflettono della trascorsa sacralità misterica, del potere sacro di quelle che furono le Donne loro antenate.
Vuoti simulacri che in quei pochi come me, custodi dello spirito dei tempi passati, suscitano solo disgusto, pur nella consapevolezza che la ricerca e la sperimentazione possono comportare dei compromessi. Ma ci sono dei limiti a tutto, ed oggi la massa ha perso le chiavi di casa, proprio perché le ha in mano ma o non le riconosce come tali, o non ha la minima idea di quali serrature aprano, o, come il proverbiale ubriaco della barzelletta, si aspetta che la terra, girando, gli porti davanti l’uscio di casa.
Intendiamoci, non sta accadendo nulla che non sia stato scritto, nulla che non promani da una laida decadenza figlia della sfiducia nella vita, figlia del pensiero che si trasforma inevitabilmente in azione, figlia di veleni distillati quotidianamente goccia a goccia, figlia del miserabile, arrogante, sentirsi speciali, saggi e sapienti tra una massa di stolti.
In tal modo l’unico divenire possibile è quello che prelude alla morte, ma la verità non è una busta di risotto ai porcini o ai tartufi della Scotti o della Knorr, non è fuori dal mondo, non è un’alternativa all’esistente. La verità è solo oltre le apparenze, e chi non vuole sottostare alla fatica che conduce alla sua visione si fotta.
La verità sgorga improvvisa come un torrente carsico sfuggente ad ogni tentativo di mappatura, che nel nostro caso si chiama manipolazione.
Chi segue i miei scritti sa come la penso circa il pensiero surrettiziamente omologante dei vari Schlieren Meistern, maestri ascesi, va da sé in ascensore: per chi non lo sapesse Schlieren è l’azienda svizzera leader nella progettazione e costruzione di ascensori.
Ribadisco, per necessità pratica, quanto affermato all’inizio di questo scritto, e cioè che costoro instillano in discepoli e seguaci il convincimento che il mondo debba essere lasciato fuori dalla porta, che occuparsi di questioni sociali costituisca un’inutile sovrastruttura egoica, che non si debba seguire lamentechemente, che si debba lasciar andare ogni forma di attaccamento e di materialità, ad esclusione di quella legata all’iban del maestro.
Questi farabutti che campano sul disagio di chi li segue sono i primi ad utilizzare tecniche manipolatorie, facendo il gioco di quel potere che, a chiacchiere, affermano di voler contrastare.
Fateci caso: non c’è setta, conventicola o dottrina filosofica che all’insegna del conformismo dell’anticonformismo non propugni la totale libertà di condurre una vita sregolata, finalizzata a contrastare il potere anche mediante l’uso di sostanze psicotrope tossiche per l’organismo. Ayahuasca, funghi allucinogeni, erbe vengono contrabbandati come mezzo per elevare percezioni e consapevolezza, favorendo stati alterati di coscienza, visioni e viaggi.
Completamente fasulli in quanto prodotti dalla sostanza e non dal soggetto.
Queste ed altre pratiche, giocando con serotonina ed altri neurotrasmettitori, non rendono le persone libere ma gravemente esposte alle manipolazioni, agevolando il compito di smorzare la capacità di raziocinio.
Ma, prima di addentrarci nell’argomento, un’annotazione tecnologica: nell’anno 2001 venne rilasciato il brevetto US6506148 (Ufficio Federale USA dei Brevetti: https://www.uspto.gov/ – copiare ed incollare il link).
relativo ad una tecnica di stimolazione del sistema nervoso umano attuata mediante un campo elettromagnetico che ha come recettore il corpo, in particolare veicolando onde tarate su frequenze dedicate, inoltrate fra quelle normalmente emesse da un comune schermo televisivo.
Il condizionale è d’obbligo: le onde elettromagnetiche favorirebbero l’innesco di un processo elettrochimico che consentirebbe di influenzare la mente di chi sta guardando il televisore/trasmettitore e di chi si trova nel raggio di un paio di metri.
Il sistema si baserebbe sulla variazione di pulsazione delle immagini (credo che con tale termine si intenda il refresh), e secondo alcune correnti di pensiero ciò spiegherebbe la ragione per cui, ignorando l’esistenza di tale forma di controllo mentale, la maggior parte degli esseri umani assimila, ripetendoli meccanicamente, concetti ed ordini appresi dal mezzo televisivo.
In tempi di pandemia ciò contribuirebbe a spiegare la prona obbedienza ai vari diktat che fanno leva sulla paura, concernenti l’autocarcerazione, l’indossare mascherine, l’abdicare al ben dell’intelletto credendo supinamente a qualsiasi puttanata venga ammannita dai guitti governativi.
Ebbi notizia di un meccanismo simile, anche se più rudimentale nel metodo, sperimentato durante la guerra in Bosnia su alcuni volontari. Costoro assistevano a trasmissioni televisive registrate, per esempio a quella, all’epoca molto in voga, condotta da Raffaella Carrà all’ora di pranzo, nelle quali venivano interposte fugacissime immagini che l’occhio non vedeva ma l’inconscio registrava. Si trattava di ordini ed inneschi per la loro esecuzione differita nel tempo, anche di mesi o anni, ed il tutto sarebbe avvenuto in un modo molto semplice: un giorno la televisione, o un tabellone luminoso eretto in una strada, avrebbe trasmesso un’immagine o un codice alfanumerico incasellati come ordine e il soggetto, obbedendo al riflesso condizionato, avrebbe posato la penna piuttosto che la lesena o la cazzuola e si sarebbe recato ad uccidere qualcuno, o ad uccidersi facendosi saltare in aria.
La versione ufficiale, dall’indubbio sapore di leggenda, afferma che il laboratorio dove si tenevano gli esperimenti, suggestivamente una chiesa sconsacrata, venne distrutto da un gruppo di incursori. Sarà…
Di passaggio: questo è il mio tredicesimo anno senza televisione.E veniamo quindi alla manipolazione come forma di esercizio di potere, modalità attuata sin dalla notte dei tempi da parte di chi lo detiene al fine di ottenere consenso, elemento fondamentale persino per le più bieche dittature.
In ogni epoca la manipolazione ha utilizzato ciò che la tecnica metteva a disposizione, ed oggi il ruolo strategico è assunto dai media e dai social, attraverso i quali vengono formate opinioni orientando credenze, pensieri ed atteggiamenti, nonché creati e risolti bisogni e problemi senza che apparentemente sussista una connessione con il potere.
Affermo da sempre come la democrazia rappresentativa sia una truffaldina farsa, una deresponsabilizzante delega in bianco regalata ad abili imbonitori.
Escluso il periodo medioevale con il suo corollario di streghe, stregoni ed eresie, superstizioni e terrori, l’uso massiccio della manipolazione coincise con la rivoluzione industriale, con le prime forme di aggregazione sindacale e con gli embrioni di democrazia rappresentativa che, affatto paradossalmente, crearono la necessità di manipolare le masse per indurle a compiere scelte politiche e sociali, oltre che a indurre il bisogno di acquistare beni e servizi che l’industrializzazione stessa iniziava a produrre in quantità sempre maggiori.
L’apoteosi, in tal senso, venne raggiunta alla fine della II Guerra Mondiale, quando le aziende statunitensi si ritrovarono i magazzini stipati e la necessità di riconvertire la produzione agli usi civili, in modo ancora più massiccio ed impellente rispetto al surplus del 72% registrato nel 1928, e che contribuì a dare la stura alla terribile crisi economica del 1929.
Pertanto le aziende dovettero produrre, ed i lavoratori percepire ottimi salari al fine di acquistare automobili, case, mobili, cibo, elettrodomestici, viaggi. Con estrema, ossessiva attenzione, un misto fra la spada di Damocle ed il Pendolo di Poe, si affermò ovunque che se il comunismo avesse prevalso, o si fosse anche solo infiltrato, la festa sarebbe finita. Ed ecco trovato il nemico.
Oggi come non mai le tecniche di manipolazione si sono raffinate e costituiscono il fondamento della comunicazione stessa, intesa come efficacissimo strumento di condizionamento che non lascia nessuno spazio ad un’informazione oggettiva.
Non c’è differenza tra i mezzi di comunicazione e le modalità manipolatorie tipiche delle sette: sono le medesime e si basano anzitutto sulla suggestionabilità, per indurre uno stato mentale favorevole al condizionamento.
Le idee, come recita il proverbio poche e ben confuse, devono essere manipolate per indirizzare i bisogni poiché la mente, recependo solo stereotipi, è facile preda della propaganda ed i media sanno non solo rappresentare ma anche creare la realtà, ed una delle principali condizioni favorevoli alla manipolazione è proprio la modifica delle credenze e delle certezze: per indurre ad acquistare fondi di investimento piuttosto che merendine a prova di asteroide, partiti politici o fedi religiose, è necessario indurre stimoli interessanti, piacevoli, giocosi e primordiali come quelli che potrebbero gratificare un bambino di sei mesi affinché la mente sia stimolata senza sosta e, una volta che sia distratta perché stremata dalla grandine di dati, dogmi, tabelle, slogan, la porta alla suggestione è spalancata.
Tale distrazione favorita dalla stanchezza, fisica, emotiva e mentale, oltre che dalla noia conseguente al bombardamento di nozioni ripetitive e completamente inutili, fa perdere di vista ciò che è veramente importante.
Un esempio: viene data ossessiva attenzione al fatto che le persone vestite di giallo costituiscano un pericolo per l’incolumità fisica mediante, stupri, aggressioni, rapine, virus.
Nel frattempo le persone vestite di rosso, con l’avallo di quelle vestite di blu che gestiscono l’informazione, varano norme che stabiliscono un prelievo fiscale dell’80% piuttosto che l’innalzamento della soglia dei veleni nel cibo.
L’unica forma di difesa possibile consiste nell’essere sempre vigili e centrati, come si suol dire sul pezzo.
Una persona attenta, provvista di un bagaglio culturale anche di base ma emotivamente lontana dai luoghi comuni è in grado, dopo un adeguato addestramento, di riconoscere le associazioni e le ripetizioni tipiche delle manovre tendenti a far accettare guerre, sempre giuste, leggi, sempre necessarie, piuttosto che tassazioni, etichettate con denominazioni false ma semanticamente e socialmente condivisibili: sicurezza collettiva, salute pubblica, lotta al terrorismo, guerre umanitarie e via enumerando.
Il concetto viene ripetuto ossessivamente, e se consideriamo che in queste settimane di pandemia farlocca ho visto gente con due televisori accesi ventiquattro ore al giorno, uno sintonizzato sulla Rai e l’altro su La7, possiamo immaginare la pervasività delle finte notizie e dei concetti espressi come se fossero fatti comprovati, pronti per essere assimilati e ripetuti a pappagallo.
Tutto ciò presuppone la necessaria individuazione di un nemico, sfogo della tensione generata dalla frustrazione e dall’impotenza, inevitabilmente destinate a indurre rabbia ed aggressività. Chi sa pilotare le emozioni sa bene quando frustrazione e rabbia sono al punto giusto di cottura e, come soluzione magica, crea un nemico: di volta in volta il terrorismo islamico, il migrante, lo zingaro, l’immondo virus, da combattere attraverso leggi ad hoc, va da sè restrittive, ed un partito politico forte in grado di dare sicurezza.
Ed il popolo bue del 90/10 è pronto ad adorare il nuovo Moloch che, portata al parossismo la strategia del martellamento con visioni di autocarri militari che trasportano cataste di morti piuttosto che incoscienti che corrono sulla spiaggia, titilla la paura ed il senso di impotenza estorcendo l’assenso a qualsiasi restrizione della libertà.
La strategia della creazione del problema per suscitare una reazione che porti all’attesa di una soluzione salvifica è vecchia come il teatrino dello sbirro buono e dello sbirro cattivo, e come quel teatrino funziona sempre.La più efficace risorsa per contrastare queste, ed altre manovre che non ho descritto perché ci sarebbe da riempirne un libro, risiede nel Potere Personale dato dalla capacità di raziocinio.
Esattamente quel raziocinio che bollato come lamentechemente viene combattuto dai vari guru e maestri, collusi con il sistema ancorché affermanti l’opposto.
Conoscere questi meccanismi e mettere in atto le necessarie difese costituisce una efficace protezione, sviluppando nel contempo una sorta di sesto senso che permette di sentire gli altri e le loro effettive intenzioni al di là delle attestazioni verbali.
Di passaggio: il potere laico e religioso blocca, inibisce, scoraggia, condanna l’esercizio di una fisicità libera, per non dire della sessualità.
Un esempio di questo blocco lo vedremo a settembre con l’installazione di gabbie di plastica nelle scuole, per separare fra loro i bambini, già costretti ad una innaturale immobilità.
Conoscere ed apprezzare fisicità e sessualità, conoscere il proprio corpo e le sue manifestazioni (una banalità: fino a non molti anni fa non comprendevo che, quando diventavo stanco, intollerante a tutto e incapace di concentrarmi, era il mio corpo che mi stava comunicando di avere sete) consente di recepire ed ascoltare segnali profondi.
Conoscere il proprio corpo significa anche evitare le trappole costituite dalle otturazioni dentali al mercurio e dai dentifrici ridondanti di sostanze tossiche piuttosto che dal cibo spazzatura, vera e propria bomba chimica a base di carne arricchita con farmaci, ormoni e prodotti trattati con coloranti, conservanti, aromi sintetici.
Le esche, sovente costituite da dolciumi, merendine, snack che appagano il bisogno di zucchero indotto dalla dipendenza, sono spesso destinate ai bambini, che crescono in tal modo malati, drogati, con un ridotto sviluppo sessuale e sviluppando un’incapacità endemica alla reazione.
Per ottenere l’affrancamento da ogni tipo di manipolazione è necessario un duro lavoro quotidiano su se stessi e sulle proprie motivazioni, ascoltando le proprie verità interiori, quelle che ricordano come e perché gli stimoli esterni risuonino in un modo piuttosto che in un altro, osservando con coraggio quando toccano nervi scoperti relativi a dolori, umiliazioni, soprusi patiti nel passato, anche remoto, e non risolti. La guarigione, spesso, non consiste nell’eliminare emozioni considerate negative od illusorie, ma saperle riconoscere quando si presentano.

Alberto Cazzoli Steiner

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