Sciamani, alchimisti e il quinto stato della materia

Ancora oggi, molti si immaginano l’alchimista che, vestito di una lunga palandrana dalle scomodissime maniche alla Mago Merlino, traffica in un antro polveroso, fumoso e oscuro con compassi, cartigli e antichi grimori incomprensibili nell’enigmatico sobbollire di pentoloni, osservato dall’immancabile gatto nero e da un sorcio con le ali di pipistrello …

“Eccheccazzo, basta con ‘sta puzza! neanche i bangla, che graziaddio se ne sono andati, quando cucinavano impuzziavano così!”
“Signora abbia la compiacenza di portare rispetto, sta parlando con un Alchimista!”
“Alchimista sticazzi! chiamo l’ufficio d’igiene e poi vediamo … alchimista!”
“La invito a moderarsi”
“Ma che moderazzi e mordecazzi! invece di star sempre lì chiuso nel box a impuzzolentare il mondo trovati un’amica, una compagna, un’amante … anche matura, ancora piacente e appassionata … non dico come me, però …”
“Ohssignur! guardi, se l’ambito premio è lei piuttosto divento ricchione.”
“Mavaffanculo, va!”

… Ehm, scusate: la vicina. A volte è intemperante.
Dicevo: l’iconografia ferma all’antro medioevale non rappresenta più la realtà. Conosco alchimisti che possiedono spettrometri, tomografi, scanner laser Bosch (oviamente non in riferimento al pittore Jeroen Anthoniszoon van Aken, meglio noto come Hieronymus) ed altri sofisticati strumenti di rilevazione, collocati in asettici laboratori dall’esemplare nitore, nei quali è, letteralmente, possibile mangiare per terra.
A proposito di mangiare, bere e assimilati: l’arcaico mortaio non ha lasciato il campo al Bimbi, ed anche le frontiere della ricerca alchemica non sono mutate, riguardando sempre i limiti spazio-temporali, le capacità della materia e dei suoi opposti, tutta una serie di contatti con l’altrove, ed altri aspetti dello scibile non solo umano.
Giusto per entrare in argomento, senza nè la pretesa nè la presunzione di stilare un trattato scientifico (non ne ho le capacità, ed in ogni caso esulerebbe dal tema) iniziamo dalla materia oscura: “È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90 per cento della materia dell’Universo” dichiarò nel 2001 al New York Times l’astronomo Bruce Margon del Dipartimento di Astrologia e Astrofisica dell’Università di Washington.
Effettivamente, nonostante le dettagliate mappe dell’Universo vicino che coprono lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma, si è riusciti a individuare solo circa il 10% della massa che risulterebbe dagli effetti gravitazionali osservabili e, con il termine materia oscura, in cosmologia viene definita un’ipotetica componente di materia non direttamente osservabile poiché, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazione elettromagnetica manifestandosi esclusivamente per mezzo degli effetti gravitazionali.
Secondo numerose teorie tale materia costituirebbe i nove decimi della massa presente nell’universo.
Dalla materia oscura alla velocità della luce: nel 1999 Lene Vestergard Hau del Rowland Institute of Science di Cambridge riuscì a rallentare la velocità della luce a 17 m/s attraverso un gas ultrafreddo. A novembre dello stesso anno Wolfgang Ketterle osservò la luce attraversare un condensato alla velocità di 1 m/s.
il condensato di cui sopra venne prodotto per la prima volta nel 1995, nel laboratorio NIST-JILA dell’Università del Colorado, ed a produrlo fu Wolfgang Ketterle con i colleghi Eric Cornell e Carl Wieman mediante tecniche di raffreddamento laser usando un gas di rubidio che hanno permesso di portare gli atomi del gas di rubidio a circa 6×10−8 K. Per tale ragione i tre condivisero, nel 2001, il Nobel per la Fisica.
Tale condensato, sino ad allora solamente oggetto di teoria, venne ufficializzato accademicamente nel 1925 ed è noto come BEC, Bose-Einstein Condensate: è uno stato della materia ottenuto portando un insieme di bosoni ad una temperatura assolutamente prossima allo zero assoluto (0 K = -273,15° C). e lo stato di notevole ipotermia comporta che una frazione – variabile in funzione dei millisecondi di osservazione – delle particelle si portino ad uno stadio quantistico di energia inferiore. Notevole, fra gli altri, l’esperimento attuato nel 1993 presso l’Università di Innsbruck che dimostrò come fosse possibile costruire un modello acustico di buco nero, nel quale le onde sonore prendessero il posto della luce. Il buco nero acustico avrebbe dovuto esplodere in un impulso di fononi, analogamente ai buchi neri tradizionali che, secondo la teoria di Hawking, dovrebbero evaporare tramite la radiazione nota con il nome dello sicenziato stesso.
Lo stato della materia è denominato BEC perché fu, per la prima volta, ipotizzato nel 1925 da Albert Einstein e dal fisico indiano originario del Bengala Satyendra Nath Bose, figlio di un ingegnere della East India Railway e che, credo, non sprecasse tempo a berciare om e namasté.
Giocoforza breve e superficiale, questa è la storia del condensato, la cui natura ha portato a strutturare nuove dimensioni e configurazioni, prima impensabili, della materia. Vale a dire il cosiddetto quinto stato, distinto da quelli solido, liquido e gassoso, e dal plasma.
La nuova forma della materia è possibile, come indicato più sopra, solo a temperature prossime allo zero assoluto, ed è costituita da super-atomi che si comportano come onde invece che come particelle. Oggi questa forma è realtà, grazie all’esperimento CAL, Cold Atom Laboratory della NASA, nel quale sono stati utilizzati atomi di rubidio, attuato in orbita sulla ISS, International Space Station, la stazione spaziale internazionale frutto del progetto congiunto fra la russa MKC, la statunitense NASA, l’Agenzia Spaziale Europea ESA, la giapponese JAXA e la canadese CSA.
Aver prodotto tale materia nello spazio, dove il suo stato sopravvive più a lungo, consente una migliore osservazione finalizzata ad implicazioni pratiche quali, ad esempio, nuove tecnologie laser in grado di disegnare nanocircuiti, aprire nuove frontiere alla chirurgia e, purtroppo, anche alla tecnologia militare, realizzare computer “quantistici” dalle performances inimmaginabili e persino affinare ulteriormente lo stato dell’arte dell’Intelligenza Artificiale.
L’Agenzia Ansa, fra i tanti che rilanciarono la notizia, riferì che sulla Terra tale stato della materia può essere osservato solo per alcune frazioni di secondo mentre, in condizione di microgravità è invece possibile l’osservazione per la durata di circa 10 secondi, ripetendo le misurazioni fino a sei ore al giorno.
Come tutta la stampa generalista, la nota dell’Agenzia punta alla sensazione senza un sottostrato scientifico. Riportare la notizia correttamente avrebbe invece significato riferire che per la prima volta l’esperiemtno venne stato attuato nello spazio perché, nella realtà, esistono laboratori attrezzati per la simulazione della microgravità, dagli Stati Uniti alla Russia, all’olandese FOM, Fundamenteel Onderzoek der Materie presso il NWO, che non è quello caro ai complottisti ma il ben più serio e concreto Nederlandse Organisatie voor Wetenschappelijk Onderzoek.
Ma cosa c’entra questa specie di super-atomo con la ricerca alchemica? C’entra eccome, analogamente alla cosiddetta quinta dimensione elaborata nel 1919 dal matematico tedesco Theodor Eduard Kaluza come tentativo di unificazione del campo gravitazionale con quello elettromagnetico, descritto dalle equazioni di Maxwell, attraverso l’introduzione di una quinta dimensione spaziale in aggiunta alle quattro, tre spaziali e una temporale, previste dalla relatività generale.
Significa, detto in parole semplici, che tutto ciò che fanno alchimisti e sciamani, oltre che dalla forza della mente, da particolari poteri e (per chi ci crede) dall’intercessione divina, è regolato dalle leggi della Fisica.
Un ulteriore colpo inferto agli spioni del Sant’Uffizio, che fingono di essere scomparsi e sono invece più che mai attivi.
Lo so, siete curiosi e vi state chiedendo: ma cosa consentono di fare, esattamente, a sciamani ed alchimisti il quinto stato della materia e la quinta dimensione?
Cosa volete che ne sappia io? Chiedetelo a loro.

Alberto Cazzoli Steiner

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