La Medicina è finita, andate in pace

Hanno permesso al più miserabile degli elettricisti di abbassare il sezionatore, privandoli di ogni stimolo e rendendoli tanto rabbiosi eppure spenti, infantilizzati e considerati alla stregua di minorati mentali: questo sono diventati gli italilandesi che, valicato il punto di non ritorno nell’identificazione con due vermi cinematografici: il Villaggio Fantozzi ed il portaborse Moretti, si addentrano in un 2021 caratterizzato da sempre maggiori divieti ed obblighi che si contraddicono vicendevolmente affinché tutto si compia.Noi che percorriamo il cammino alchemico della Conoscenza non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo fare altro che osservare distanti questa tragica favola, questa profezia che autoavverandosi sotto i nostri occhi consolida la propria suggestione narrativa sulle reazioni scomposte di una collettività ormai mentalmente involuta nel trionfo della nullità.
Li avevano cresciuti all’insegna della furbizia, del motto più sei falso e più sei apprezzato, perché più sei lecchino più puoi affermarti. Servi, blended since 1861.
Loro, i veri complottisti che tramavano nell’ombra di stalle e cucine, non contro un padrone arrogante e tiranno bensì contro altri servi, e non importava quanto figlio di puttana fosse il dominus, né chi fosse. Anzi: più era stronzo più era amato e più c’era la possibilità di guadagnare servendolo ed assecondandone ogni desiderio, compresi i più perversi, crudeli e disumani.
Qualità, merito, talento sono stati vilipesi e repressi in favore di un abominio costituito da falsità, incapacità, inettitudine nel segno di quanto di più osceno e orripilante potesse essere infuso nelle persone, specialmente grazie ad un mezzo formidabile: la televisione, quel totem che oltre al terrore per l’immondo virus impone modelli a volgarissimi sottoacculturati urlanti che, invasati, gettano nel cesso l’ultimo barlume di dignità esibendosi nei modi più sguaiati ed insulsi pur di alimentare il proprio protagonismo nella speranza di assurgere per un istante ad icone di riferimento di una massa sempre più stracciona ed ignorante.
E, fateci caso: oggi, tra le icone di riferimento, spiccano i medici.
Assurti ad un ruolo salvifico e definiti eroi, sono ormai percepiti dal popolo delle maccheine come i gran sacerdoti di un culto che si esplica in chiese chiamate ospedali.
Mezzi di comunicazione, social, brani di conversazioni colti per strada lasciano intendere come, mai come oggi, l’intera organizzazione sanitaria sembri progettata per riflettere una fede religiosa provvista di propri sistemi di credenze, dogmi, regole lessicali, martiri, santi e beati.
Il culto sanitario destinato a salvare dall’immondo virus prevede anzitutto un peccato originale, nel caso in esame coincidente con un sistema immunitario che, indebolito, predispone alla possessione demoniaca, la malattia, che verrà mondata dal lavacro delle acque battesimali, il vaccino.
Il medico indossa una veste bianca, che similmente ad altri ministri di culto lo identifica come il sommo sacerdote, coadiuvato da suore e preti, il personale infermieristico, che lo aiuta ad assistere i membri della congregazione, i pazienti, quando si ammalano perché posseduti da microbi malvagi, non di rado attivati dai peccati commessi. HIV docet.
E non solo i pazienti membri della congregazione non mettono in dubbio protocolli e tecniche, ovvero dogmi e rituali di guarigione adottati dai medici ministri del culto, ma chi osasse dubitare delle intenzioni, dell’integrità o delle modalità dei medici ministri del culto e dei loro assistenti verrebbe considerato un demoniaco deviante, posseduto, pazzo.
Non è inoltre certamente per caso che, in tutto il mondo, ospedali e luoghi di cura abbiano tratto dalla religione la propria denominazione: Mount Sinai, San Raffaele, San Giuseppe, Santa Rita dove asportavano polmoni sani pur di fare cassa; in Toscana la più estesa organizzazione dedita al soccorso è la Misericordia, a Milano tra le ambulanze annoveriamo Maria Bambina, San Carlo (chiusa per mafia) e Azzurra di San Giorgio. L’elenco potrebbe continuare sotto gli ampi stendardi offerti dalle case farmaceutiche affinché il popolo creda nel valore della loro medicina, investendovi fede cieca e non raziocinio, cosa del resto impossibile a meno che non si conoscano i meccanismi anatomopatologici, biochimici, fisiologici che presiedono all’insorgenza delle malattie ed alle relative cure. E chi sa tace, o perché zittito o perché desideroso di uno spazio nel trogolo.
Resta il fatto che, tra le evidenze, abbiamo innumerevoli esseri sempre malati senza che ne conoscano nemmeno la ragione ed intanto la religione medica, vietata agli spiriti critici, evita le domande importanti, quelle che da anni attendono risposta ma vengono sistematicamente ignorate. Mentre sempre più spazio viene lasciato ai proclami ed alle raccolte di fondi in nome di una ricerca che sconfiggerà malattie future che, in realtà, nessuno intende eliminare poiché fanno troppo comodo al fatturato.
Molta, moltissima, troppa acqua è passata sotto i ponti da quando la medicina era fitoterapia, era conoscenza dei cicli della natura, era potere della Luna Rossa, era appannaggio di stregoni e donne di medicina che vivevano ai margini del villaggio e non si sognavano di fare le star.

Alberto Cazzoli Steiner

Salute: lo Spazio Sacro non è un diritto ma una conquista

Il diritto alla salute fa parte dei diritti alla propria integrità ed al proprio Spazio Sacro, ma si realizza con la piena consapevolezza, e se c’è un rischio deve esserci una scelta
COMILVA è l’acronimo di Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione: un’associazione fondata sul volontariato, articolata in Gruppi e Comitati radicati sul territorio il cui scopo è quello di ottenere la libertà di scelta in materia di vaccinazioni e la tutela dei diritti dei danneggiati da vaccino.Oggi, 6 gennaio 2021, la pagina Facebook dell’Associazione è stata rimossa con la motivazione che gli articoli di approfondimento pubblicati sul social, ed in particolare quelli sul vaccino Covid-19, violano le regole della community. Più precisamente “non rispettano gli standard in materia di disinformazione che potrebbe causare violenza fisica”.
A parer mio, e badate bene solo apparentemente in modo meno violento, siamo andati ben oltre la Reichspogromnacht, più nota come Kristallnacht, ed anche oltre Fahrenheit 451.
Chi non ha memoria del passato non ha futuro, e questa corsa folle all’immunizzazione è un salto nel buio.
Per averne contezza è sufficiente leggere questo articolo, tratto da “Why ‘Operation Warp Speed’ Could Be Deadly”pubblicato l’11 maggio 2020.
Chi sta esultando per questo sforzo pressoché unanime dei governi e dei mass-media, che riunisce l’opera di aziende farmaceutiche ed agenzie governative e militari non è più in grado di riflettere, non è più in grado di comprendere le mistificazioni, per esempio quella secondo cui l’immunità di gregge si otterrebbe dal massiccio ricorso ai vaccini.
Pensiamo solo al fatto che i governi proteggeranno le aziende farmaceutiche dalla responsabilità per i danni che i loro vaccini potrebbero infliggere alle popolazioni, ed i contribuenti, in aggiunta a tutto questo, rimborseranno alle aziende i costi di sviluppo di vaccini che non arriveranno mai sul mercato.
Ciò costituisce la migliore prova che verranno commessi errori, che si verificheranno gravi danni e che gli errori saranno ancora più probabili ove prevarrà il convincimento che saranno necessari obblighi di legge finalizzati all’ottenimento di un massiccio consenso popolare alla vaccinazione di massa, ovvero che saranno necessarie misure succedanee come barriere per l’ingresso nel mondo del lavoro, per viaggiare o per altre attività umane e sociali.
Costoro non hanno imparato nulla dagli errori del passato, ma non importa: li abbiamo persi. Come scrissi lo scorso 24 ottobre: Triage dell’anima: io scelgo, perché io valgo.
Pensiamo a noi, ai nostri figli, alle persone che ci sono care, alla nostra integrità, al nostro Spazio Sacro e lottiamo, lottiamo senza tregua, con i mezzi che ancora ci concede la legge in attesa, se necessario, di farlo all’ultimo sangue.
Questo il link al sito dell’Associazione Comilva: https://www.comilva.org/.

Alberto Cazzoli Steiner

I viaggiatori della sera

Oggi parlo di un film uscito nel 1979 ma attualissimo: diretto e interpretato da Ugo Tognazzi alla sua quinta prova da regista, affiancato da una splendida Ornella Vanoni, I viaggiatori della sera è un film ambientato nell’anno 1980: per fronteggiare il problema del sovrappopolamento, una legge dispone che i cittadini, compiuto il cinquantesimo anno di età, si trasferiscano sotto la sorveglianza dell’Esercito della Salute Pubblica in un resort per trascorrervi quella che ufficialmente è una vacanza.I coniugi Orso, Ugo Tognazzi, e Niky, Ornella Vanoni, raggiungono accompagnati dai figli il villaggio al quale sono stati assegnati, che ben presto si rivela per quello che è: una dorata prigione dove vige l’obbligo di partecipare a giochi e ad una lotteria, il cui premio consiste in una crociera, dalla quale però nessuno dei vincitori è mai tornato.
Tanto è vero che gli ospiti del villaggio-prigione deducono che i vincitori siano in realtà soppressi, accettando però la cosa come ineluttabile e trascorrendo il tempo dedicandosi ad attività sessuali, vissute da tutti in piena libertà in attesa di vincere la crociera.
Dopo varie vicissitudini i protagonisti decidono di fuggire ma, il piano naufraga e Niky viene selezionata per la crociera. Il film si conclude tragicamente, in un museo galleggiante abbandonato, che simbolicamente raccoglie i resti imbalsamati di animali ormai estinti.
C’è un altro film gerontofantascientifico, più o meno coevo del precedente ed interpretato da Annie Girardot, del quale non ricordo il titolo e che non sono riuscito a trovare nemmeno scorrendo la filmografia dell’attrice: è ambientato in un’isola caraibica dove è situata una clinica dedicata al ringiovanimento per ricchi.
Ciascun paziente dispone di un cameriere, o cameriera, personali con cui inevitabilmente ha rapporti sessuali e che, altrettanto inevitabilmente, subisce un trasferimento ad altra struttura. Il turn-over è sfrenato e ciò in Annie Girardot, nel frattempo innamoratasi del cameriere toy-boy, ingenera sospetti che la portano ad indagare all’interno della struttura sino a scoprire un ambiente refrigerato dove i corpi del personale di servizio, eviscerati, sono appesi come bovini dopo che sono state loro asportate le ghiandole endocrine e prelevato il sangue, con cui viene preparato il siero per il ringiovanimento cellulare.
E veniamo all’attualità: Vittorio Sebastiano è un biologo attivo a Stanford con il suo team che sperimenta su cellule umane nuove tecniche di riprogrammazione epigenetica, in grado di riportarle indietro nel tempo al fine di ottenere, in un futuro non lontano, il ringiovanimento cellulare, riportando indietro quello che viene definito l’orologio epigenetico, il particolare codice fisico-chimico iscritto nel Dna che rivela l’età biologica, e quanto resta da vivere.
La riprogrammazione epigenetica è l’ultima frontiera della biomedicina cellulare, in grado di riparare i danni causati dall’avanzare dell’età.
La tecnologia è stata sperimentata su pazienti ultrasessantacinquenni, riportandone l’orologio biologico indietro di almeno otto anni.
Ma l’obiettivo, dichiara il dottor Sebastiano, non è quello di allungare la vita bensì quello di migliorarne la qualità curando patologie quali artrite, malattie cardiovascolari e respiratorie, diabete, asma, cancro, Alzheimer ed in particolare considerando che gli over 65 supereranno i due miliardi nell’anno 2050. Se non li accoppano prima tutelandoli dall’immondo virus.
Ad oggi la tecnologia non è ancora stabilizzata ed il rischio è costituito da una perdita di identità delle cellule che potrebbe originare un tumore, e l’obiettivo è pertanto quello di dimostrare che le cellule riprogrammate, un volta trapiantate, si comportano come cellule giovani, in modo da poter contrastare le degenerazioni di tessuti e organi che sono all’origine di molte malattie causate dall’invecchiamento.
Riportando le cellule ad uno stadio più giovane invecchiano meno velocemente anche i livelli cognitivo e di memoria.
In rete sono disponibili numerose informazioni sulla tecnologia e sul dottor Vittorio Sebastiano.
Ed ora un’ultima annotazione: nel mondo futuro immaginato da Altered Carbon, la serie televisiva su Netflix, il sogno della vita eterna è già realtà, per i più ricchi, che nella San Francisco del 2384 potranno permettersi di comprare corpi giovani e sani nei quali trasferire la propria coscienza, immagazzinata in un microchip. Fantascienza? Forse.
Il punto è che il sogno dell’eterna giovinezza muove da sempre imponenti risorse ed ingentissimi capitali.
Se tutto questo vi ricorda qualcosa di molto prossimo a quanto sta accadendo oggi con la scusa dell’immondo virus e, specialmente se avete una certa età, vi fa temere per il vostro futuro, fate bene a temere per il vostro futuro.
A meno che non abbiate un pacco di soldi: in quel caso non c’è virus che tenga e nessuno si sognerà di deportarvi in isole della salute o in covid-resort.

Alberto Cazzoli Steiner

Dall’immondo virus il nuovo Rinascimento

Precisazione: il tema di questo scritto lo rende compatibile con la pubblicazione sia su La Fucina sia su CondiVivere.Dall’8 marzo a ieri, 26 maggio, ho avuto pochissime occasioni di misurarmi con i talebani della mascherina e del guanto.
La prima fu quando, all’ingresso di un supermercato, ricevetti l’applauso di un medico che, allorché illustrai alla guardia di porta il reale concetto di contaminazione traslandolo ai cervelli, disse: “Applauso al signore che ha detto quello che io, come medico, non posso permettermi di dire”.
La seconda fu quando … continua su https://cesec-condivivere.it/2020/05/27/dallimmondo-virus-il-nuovo-rinascimento/

ACS